Algeria, which wins? Bravo ... ONE TWO THREE ALIVE ALGERIA ! LONG LIVE ALGERIA STILL EVER !

It is! Finally! It's a big sigh of relief that the millions of Algerians were forced yesterday to the final whistle of the historic qualification of our brave Greens in the Global South Africa.

It's magic what happens to us! Go World Cup and almost beat him in, at least on the Nile, the Egyptian Pharaohs to the claims ... Our brave young people are doing a pretty nice way. They gave a great lesson of solidarity and courage to foolproof their opponents today. And trials, God what were those hard that our worthy representatives have endured in Egypt land! It is this hunger to win, this will stand steadfast against the adversity that makes this feat simply magnificent. He had to! The Ziani, Antar and other Bezzaz Chaouchi, Gaouaoui Meghni and we have recalled the great qualities of the Algerian: that of the fighter who never gives up and does not bend his back facing the opponent. They reconcile us with our legendary values of free and proud people who do not accept the unglamorous roles of extras and intermittent performances. Our players we relocate the position of winners. The aggressiveness and the tenacity they showed yesterday on the ground should be used as fuel to lift morale high Algeria who wins. This divorce from Algeria who defeats, failures and disappointments that have marked its evolution into a modern country where it is really live at all points of view. When seen in our Greens too ripe, when we see an explosion of joy in the four corners of the country, one can not help in a time of national euphoria of thinking to the rest.

That is to say, the state of a country that has all the opportunities and resources of the world's driven to succeed in a united nation, resolutely turned towards modernity and democracy. Algeria's Ziani Halliche, Bouguer and Matmour deserves much better than being a land that scares away her children. It is a country of life, vitality and warmth that does not agree with the sadness and failures repeated. These players have proven brilliantly that we can hoist the national flag high as they have been able to show our politicos. It would be suicidal not to receive and correctly interpret the message of this band of young, happy just to be together and share ideals befitting their talent to win Algeria. And they did so masterfully! What a lesson in humility and patriotism of a group of young expatriates who have learned to love this country not long ago. For lest we forget, is a team of "import" to whom we owe a debt of gratitude to the new FIFA regulations which allowed them wearing shirts flocked green-white-red. It hardly could be pleased that our league has produced marvels like Chaouchi and Gaouaoui and they are goalies and more. So can this beautiful skill that puts us in the football world gotha give ideas to those who govern us. Algeria, which won back? Quite the wrong one could wish for this country! Long live Algeria and glory to our Green ...
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# Posté le vendredi 20 novembre 2009 08:49

Modifié le samedi 28 novembre 2009 13:40

Come One !!! This Is Us ??? F★★K The Title ...

Come One !!! This Is Us ??? F★★K The Title ...
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# Posté le dimanche 08 novembre 2009 17:21

L'Italia tanto nera da non riuscire nemmeno più a diventare rossa di vergogna

L’Italia tanto nera da non riuscire nemmeno più a diventare rossa di vergogna
«Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino.» Silvio Berlusconi
«Mussolini è stato il più grande statista del secolo ... Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti.» Gianfranco Fini
«Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Rsi, soggettivamente dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli angloamericani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia.» Ignazio La Russa
«Le leggi razziali sono state il male assoluto, non fu così tutto il fascismo.» Gianni Alemanno


Vergogna. È questa l'unica parola che mi viene in mente alla luce di quanto è avvenuto in questi giorni. Un profondo, profondissimo, senso di vergogna.
No, non si deve vergognare il ministro della difesa Ignazio La Russa, né il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Entrambi hanno espresso pubblicamente le idee che li hanno accompagnati per tutto il corso del loro iter politico e che ancora conservano sotto la maschera, ormai nemmeno troppo spessa, dei rispettivi ruoli istituzionali. In qualche modo, loro, sono stati onesti con loro stessi.
Siamo noi che ci dobbiamo vergognare. Noi italiani che abbiamo scelto di tornare indietro invece di andare avanti; noi che non siamo onesti con noi stessi.
Non lo siamo quando insegniamo ai bambini a scandalizzarsi per le deportazioni, gli squadroni, le leggi razziali durante l'ora di storia.
Quando ci ripetiamo che gli anni quaranta sono solo un ricordo lontano, quando continuiamo a difendere l'idea che la nostra sia una “Democrazia Moderna”, quando urliamo contro i regimi che inginocchiano l'Africa, l'Asia, l'America Latina.
Vergogniamoci. Vergogniamoci della nostro chiudere gli occhi e le orecchie davanti a immagini e frasi troppo imbarazzanti per poter essere affrontate.

Il sindaco di Roma è arrivato a dire che senza le leggi razziali il fascismo non sarebbe stato un male. Il ministro della Difesa, colui che dovrebbe garantire la sicurezza del Paese, ha pubblicamente elogiato la Repubblica di Salò. E se rovistiamo nei mesi trascorsi troviamo ministri che chiedono impronte digitali ai bambini appartenenti a una precisa etnia, ronde notturne di sceriffi improvvisati, leggi che rendono intoccabili e incontrollabili i nostri governanti, saluti romani all'elezione del Primo Cittadino della capitale.
Vergogniamoci. Almeno fino a quando non ci decideremo a urlare che il fascismo non è morto, ma è ancora vivo, sotterraneo, presente nel nostro Paese.
Più furbo, forse; senza l'olio di ricino, senza una divisa o un simbolo, ma ancora presente.
E non in qualche gruppo isolato; in qualche ideologia arginabile: è vivo nelle istituzioni, nelle parole e nelle azioni di chi governa il Paese.
L'Italia ha solo la faccia della democrazia. In una democrazia vera, dove il demos ha abbastanza coscienza per imparare dagli sbagli del passato, abbastanza saggezza per riconoscerli nel momento in cui dovessero ripresentarsi e abbastanza forza per poterli combattere, dichiarazioni e azioni del genere avrebbero portato a una rivolta popolare.
Ma di questo avremmo dovuto accorgercene prima, quando abbiamo permesso che il padrone dell'informazione e dell'economia italiana salisse al governo.
L'Italia è ammalata. E il fatto che nessuno chiami per nome la malattia non comporta il fatto che la salute sia buona. D'altronde, come chiamare un Paese in cui imperversano, nelle istituzioni tanto quanto nella comunità, razzismo e xenofobia; in cui la Costituzione viene stravolta liberamente; in cui si esaltano gli assassini di ieri; in cui il capo del governo decide ciò che si può dire e ciò che deve essere passato sotto silenzio? Davvero è questa una “Democrazia Moderna”?
A noi spaventa usare la parola “regime” e ancor di più la parola “fascismo” e queste paure ci impediscono di guardare alla realtà, ci impediscono di prendere consapevolezza di una situazione che rischia di diventare tanto più pericolosa quanto più viene taciuta.
Vergogniamoci. Vergogniamoci della nostra debolezza. E cominciamo a urlarlo che la democrazia in Italia si sta sgretolando; che un regime esiste già, e che se non controlla i nostri corpi fisicamente, controlla le nostre menti e la nostra coscienza in maniera ancor più profonda.
O dovremo aspettare altre leggi razziali per rendercene conto e condannare questa situazione a distanza di cinquant'anni da ora?
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# Posté le jeudi 15 octobre 2009 18:12

Connaissez-Vous La MUSIQUE BRESILIENNE

Connaissez-Vous La MUSIQUE BRESILIENNE
Les multitudes d'origines qui forment la nation brésilienne explique le nombre de genres musicaux qui coexistent aujourd'hui au Brésil. Les origines sont multiples, Portugaises, Espagnoles, Amérindiennes et bien sur Africaines.
La samba: le premier morceau du genre fut le fameux Pelo Telefone, écrit en 1916 par un compositeur carioca du nom de Donga. L'année suivante, la chanson fut le grand succès du carnaval, elle a ensuite rapidement occulté toutes les autres musiques et elle est devenue LA musique du carnaval de Rio.
Le samba est une musique binaire à deux ou quatre temps née au Brésil. Elle serait basée sur une composition rythmique syncopée, issue d'un mélange entre les traditions des noirs africains amenés en esclavage dans les plantations, celles des indigènes et celles des colons européens.
À partir de la samba originale se sont construits de nombreux sous-genres, plus ou moins récents. Le samba a également influencé nombre de genres par son rythme particulier (par exemple la bossa nova, à partir du jazz).
La bossa nova est née en 1957 à Copacabana ses origines viennent de la samba-jazz et du cool jazz américain. Le personnage clef de la Bossa nova était João Giberto.
Le tropicalisme vint en réaction contre le rythme trop sage de la bossa nova et des sambas engagées des années 60. Le tropicalisme explosa sur scène en 1967.
La bossa nova est un style musical inventé par João Gilberto qui inspira un groupe d'étudiants et de musiciens à la fin des années 1950 dans les quartiers d'Ipanema et de Copacabana à Rio de Janeiro. En 1958, elle fut popularisée au Brésil par le disque Chega de Saudade, interprété par João Gilberto. En 1963, grâce à la collaboration de João Gilberto et du saxophoniste Stan Getz, la bossa nova remporta un succès planétaire avec l'inoubliable A Garota de Ipanema (La fille d'Ipanema), interprété par Astrud Gilberto. De nos jours, loin d'être un style musical démodé, la bossa nova est devenue partie intégrante du jazz et de nombreux artistes l'ont intégrée à leur répertoire en créant de nouvelles compositions de bossa nova, agençant sensualité, douceur et romantisme à ce dérivé du samba.
Trois auteurs-compositeurs de cette génération ont dominés le devant de la scène musicale brésilienne: Caetano Veloso, avec ses thèmes poétiques, Gilberto Gil, plus direct, plus africain, plus rythmé, et le célèbre Chico Buarque, l'intellectuel de la bande.
Le début des années 1980 a vu l'arrivée du rock brasileiro.
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# Posté le mercredi 07 octobre 2009 18:05

Modena City Ramblers

Modena City Ramblers
Modena City Ramblers est un groupe de musique italien né en 1991.
Le premier genre musical exploré est le folk irlandais (dont les accents ont subsisté même après le passage à d'autres genres).
En 1994 sort le premier disque Riportando tutto a casa où se mélangent punk, folk irlandais et reprises de chants de la Résistance.
Dans les années suivantes ont eu lieu plusieurs changements dans la composition du groupe, déjà orphelin depuis le premier disque de la voix d'Alberto Morselli, en 2001 abandonnent également le projet Modena City Ramblers Giovanni Rubbiani et surtout Alberto Cottica, l'accordéoniste auteur de nombreux textes du groupe.
Après 14 ans de travail au sein des Ramblers, le 18 novembre 2005, le chanteur Stefano « Cisco » Bellotti quitte le groupe qui se retrouve sans porte-parole. Le 27 janvier 2006 la composition du groupe a changé
Membres
Massimo « Ice » Ghiacci : basse électrique et acoustique, contrebasse, ch½urs
Franco D'Aniello : flûte, flûte irlandaise, trompette, ch½urs
Francesco « Fry » Moneti : guitare électrique et acoustique, guitare baryton, violon électrique et acoustique, oud, mandoline, ch½urs
Roberto Zeno : batterie, percussions, ch½urs
Arcangelo « Kaba » Cavazzutti : batterie, percussions, guitare acoustique, banjo, ch½urs
Luca « Gabibbo » Giacometti : bouzouki, mandoline, ch½urs
Daniele Contardo : accordéon, accordéon diatonique, ch½urs
Davide "Dudu" Morandi: voix
Betty Vezzani: voix
Discographie
1993 : Combat Folk (cassette de démonstration autoproduite)
1994 : Riportando tutto a casa
1996 : La Grande Famiglia
1997 : Terra e Libertà
1998 : Cent'anni di solitudine
1998 : Raccolti (album live)
1999 : Fuori Campo
2002 : Radio Rebelde
2003 : Modena City Remix (mini-CD de 5 remixes de divers musiciens plus un inédit)
2003 : Gocce (initiative Acqua per la Pace)
2004 : Viva la vida, muera la muerte!
2005 : Appunti Partigiani
2006 : Dopo in lungo inverno
2008 : Bella ciao - Italian Combat Folk for the Masses
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# Posté le vendredi 25 septembre 2009 19:51

La Z²ikk Italienne ²²² ( Musica Italiana )

La Z²ikk Italienne ²²² ( Musica Italiana )
Musique italienne
Née d'une côte du mélodrame, la tradition mélodique de la chanson italienne a vécu ces quarante dernières années, à partir de Domenico Modugno, d'importants changements. Cette tradition n'a jamais perdu de son charme, si des chanteurs comme Nilla Pizzi ou Al Bano sont toujours très populaires même à l'étranger, et elle représente aussi un élément essentiel du succès de chanteurs modernes comme Eros Ramazzotti ou Laura Pausini.
L'explosion du rock 'n'roll a influencé et modifié la chanson italienne des origines : à ce moment-là débutent des jeunes déchaînés comme Mina, Adriano Celentano, Rita Pavone, Gianni Morandi. Cependant, une dimension vraiment originale dans le panorama de la chanson italienne est représentée par la chanson d'auteur. Pour Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo la chanson exprime un monde intérieur, autonome sur le plan artistique; et même dans les chansons de Fabrizio De Andrè, qui est cependant influencé par la musique de Bob Dylan et de Leonard Cohen, la disposition à une atmosphère intimiste afflue de nouveau; Roberto Vecchioni a exploré l'espace intérieur des individus en racontant une Milan repliée sur les émotions privées; la musique de Lucio Battisti a fusionné, pour la première fois de façon originale, les caractéristiques du rhytm n'blues américain avec la forme mélodique italienne, en utilisant un langage simple mais aussi dramatique. D'autres noms importants de la musique italienne sont Claudio Baglioni, Antonello Venditti, des poètes-ménestrels comme Francesco De Gregori et Francesco Guccini mais aussi des représentants du rock italien comme Vasco Rossi, Ligabue, Zucchero. Lucio Dalla, originaire de Bologne, a une histoire à part qui a commencé comme instrumentiste de jazz-band et qui a continué avec intelligence vers la définition d'un style personnel, jusqu'à inclure des projets de théâtre musical. D'ailleurs, la récupération du style vocal de la romance, qui a été couronnée par des personnalités comme Pavarotti et Bocelli, a justement commencé à partir du succès éclatant et mondial de Caruso, de Lucio Dalla.
La musique légère italienne est également représentée par des splendides chanteurs musiciens qui trouvent leurs modèles dans le jazz, comme le piano de Paolo Conte, ou dans le blues, comme la guitare de Pino Daniele, ou dans des modèles archaïques et folk, comme le violon d'Angelo Branduardi. La chanson d'auteur trouve aujourd'hui des nouvelles expressions avec des personnalités d'une grande profondeur communicative comme Jovanotti.
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# Posté le mercredi 16 septembre 2009 21:48

Modifié le jeudi 17 septembre 2009 19:29

Mwa !!! YeeeP...

Mwa !!! YeeeP...
мყ ℓ!fє :
Nє√єя gi√є iղ.... Nєvєя gi√є նգ.... Nє√α ხα¢к Dσωղ ....
sն¢¢ss is мყ σղℓყ мσԵhєя fն¢кєя σգԵiσղ

# Posté le mercredi 26 août 2009 11:04

Modifié le mardi 01 septembre 2009 22:29

THE BEST IN THIS WORLD CIUDAD DEL GUEVARA

THE BEST IN THIS WORLD CIUDAD DEL GUEVARA
I L(l)VE ALGERIA BUT I WANNA VISIT ITALY AND OTHER COUNTRIES 'N' I'LL GONNA ...MY BROTHERS DON'T FORGET MY FAVORITE TEAMS IS USMA ACM FC & ITA + BRA NT "N" U KNOW OUR CITY HAVE A FLAG
a-d-i-d-a-s
Attention-Danger-Ici-Des-Algeriens-Sauvages

# Posté le vendredi 20 février 2009 14:56

Modifié le jeudi 24 septembre 2009 17:23